Le esperienze spirituali di Atmananda con il suo Maestro Sri Rishi Satyananda

Il primo ashram: Selino

Nella primavera del 1974 Satyandaji, era mio ospite a Milano, vivevo in un elegante appartamento in via Podgora vicino al Tribunale dove lavoravo.

La mia prima moglie Clara mi aveva lasciato portando con sé nostro figlio Matteo di pochi mesi. La mia irrequietezza, la scarsa attenzione nei suoi riguardi, le diverse amanti con cui mi vedevo l’avevano esasperata. Aveva iniziato a praticare meditazione trascendentale  di Maharishi diventandone insegnante ed aveva trovato conforto tra le braccia di un suo compagno di corso di cui si era sinceramente innamorata.

Tentai di convincerla a non andare via, non per me ma per il picoolo Matteo. Fu tutto inutile ed io accettai la situazione col sorriso sulle labbra e dolore nel cuore. Mi ero accorto che lei amava sinceramente il suo nuovo compagno e feci di tutto per aiutarla accompagnandola fino a Firenze dove avrebbe vissuto insieme al suo nuovo amore. Il piccolo Matteo per il momento veniva parcheggiato dalla nonna a Roma, in attesa che la sua mamma lo portasse con sé.

Iniziavano anche i miei periodici viaggi a Roma per stare un po’ vicino a mio figlio.

Come ho detto mi trovavo solo a Milano e Satyandaji era mi ospite. Andavo in mattina in ufficio.

Lui preparava il pranzo..sempre lo stesso a base di riso, verdure, legumi.

Ma si trattava di un cibo Divino, era un vero prashad.

Simone rigovernava la cucina e puliva la casa. Vivere con Satyandaji era molto difficile perché era come stare vicino al fuoco e spesso mi bruciavo.

La sua perfezione interna ed esterna venivano a cozzare con Simone disordinato e poco attento alla pulizia. Erano continui rimproveri che mi portavano al limite della mia resistenza. Un giorno con i suoi rimproveri ed il suo atteggiamento mi portò all’esasperazione e diedi un terribile pugno contro una porta invece che a Lui.

Mi feci male e mi vennero anche i sensi di colpa

Lui era il Maestro. Simone come discepolo non poteva fare altro che ubbidire!

Era molto dura!

Qualche tempo prima a Scandicci, dove Satyandaji viveva ospite di Gurupria alla quale aveva fatto vincere il concorso di maestra elementare, mi aveva insegnato la serie completa delle asane più importanti e molti pranayama. Il tutto in una mattinata.

Ma non me li aveva soltanto insegnati, con il suo potere yogico me li aveva donati, rendendomi capace di insegnarli ad altri.

Durante la sua permanenza a Milano venne fuori il progetto di creare un centro yoga. Simone avrebbe insegnato con la benedizione di Satyandaji. Il progetto era fantastico ed avrebbe avuto un grande successo. Mia madre mi diede tutti i suoi risparmi per affittare un posto idoneo, arredarlo e renderlo accogliente. Il posto fu trovato in una zona signorile vicino al centro, con buona possibilità di parcheggio  e facilmente raggiungibile.

Ero molto felice

Si stava per realizzare un sogno

A questo punto Satyandaji mi mise di fronte ad un’alternativa:

a – fare il centro yoga che con il suo aiuto sarebbe andato benissimo

b – affittare una villetta in montagna non molto lontano da Milano dove Lui avrebbe vissuto

La gente sarebbe andato a trovarlo per ricevere i suoi insegnamenti.

In poche parole un piccolo ashram.

Non  ci pensai due volte e per amore del mio Guru scelsi la seconda ipotesi e nacque l’ashram di Selino nelle valli bergamasche a 45 minuti da Milano