Le esperienze spirituali di Atmananda con il suo Maestro Sri Rishi Satyananda

Dopo qualche anno

Nell’estate del 1972, durante le vacanze, dopo un viaggio in Sardegna insieme a Satyanandaji e Gurupria, una Sua cara discepola, mi trovavo a Catania.

In quel periodo Satyandaji mi aveva insegnato dei pranayama, molti forti con ritenzione ritmica del respiro sia a polmoni pieni che vuoti, con jàlandharabandha e mùladharabandha insieme.

Questi pranayama andavano fatti prima della meditazione in particolari momenti del giorno: all’alba, al tramonto, a mezzogiorno e a mezzanotte. Satyanadaji con la sua Grazia Divina mi stava preparando ad un’esperienza molto importante….

Gli esercizi che mi aveva raccomandato di fare servivano solo a catturare la mia attenzione. Il Suo potere yogico e la Sua grazia avrebbero operato il miracolo!

Tutto avvenne durante la meditazione al tramonto del sole, mentre mi trovano nella mia stanza, in posizione sukhàsana (la posizione della felicità). Una forza misteriosa ed incredibile mi prese alla gola e impossessandosi in un attimo di tutto il corpo, mi fece diventare come una statua di marmo. La coscienza si era ritirata in ajnà-cakra (il punto tra le due sopracciglia) mentre il corpo era morto. Nessun movimento era possibile, neppure aprire gli occhi o muovere un dito. Ero totalmente immobilizzato ma cosciente.

Tutto durò più di un’ora, dopo la coscienza corporea ritornò e riacquistai il controllo del corpo e potei muovermi. Ero terrorizzato, non sapevo spiegarmi l’accaduto e pensai che una grave forma di paralisi mi avesse colpito.

Usci, allora di casa e corsi dal mio guru che abitava non molto lontano.

Raccontai tutto ciò che era accaduto e lo informai che lo avrei continuato a servire ed aiutare ma non volevo più fare esercizi di yoga né meditare.

Satyandaji era sereno e sorridente e mi spiegò che ciò che era accaduto era molto importante; e si trattava del risveglio di kundalini e che a Lui l’esperienza aveva avuto inizio da una gamba. E mi disse ancora:”adesso sei entrato nel giardino del re…ma non hai ancora trovato il re……..cerca Lui e lascia stare tutti i tesori che in questo giardino ci sono. Cerca Lui ed avrai tutto! Se ti accontenti dei tesori perderai il re”

Satyandaji non amava dare molte spiegazioni e mi consigliò di leggere l’avventura della coscienza di SatPrem dove si parlava dell’esperienza della forza-cosciente.

Il risveglio di kundalini è molto importante e può dare al praticante, l’impressione di essere arrivato, mentre è solo entrato nel giardino del re. C’è una grande sensazione di forza e potere e l’ego può impadronirsene e diventare molto potente. Ma ciò a scapito della vera conoscenza che si ha solo quando la mente trova la sua sorgente e si fonde con essa.

Ero sotto il continuo controllo del mio guru che nel frattempo, era andato via da Catania e si trovava ospite di Gurupria a Noventa Padovana vicino a Padova e più vicino a Milano di quanto lo fosse prima. E quindi, lo vedevo più frequentemente.

Le mie meditazioni erano molto profonde, il corpo si immobilizzava e rimanevo ore senza potermi muovere, mentre la coscienza si ritirava, come ho già detto, in ajnà-cakra.

Questo stato poteva accadere non solo, quando stavo in posizione di meditazione ma anche in piedi. Mi successe, una volta davanti alla chiesetta di San Damiano in Assisi, mentre guardavo un’immagine religiosa. Ero in piedi e c’era gente vicino a me.

Mi immobilizzai e rimasi un certo periodo senza potermi muovere con grande imbarazzo mio e della persona che mi accompagnava. Satyandaji si accorse, subito, di quanto mi stava succedendo

“Sei entrato in jada samadhi” mi disse “Non va bene il vero samadhi è esistenza-consapevolezza-beatitudine e non diventare inerte come una pietra”.

In India, a volte, succede che qualcuno entrato in questo stato creda e venga dagli altri creduto un santo che sta ore ed ore immobile in samadhi, ma non succede nulla. Si entra ignoranti e si esce ignoranti – nessun cambiamento avviene. Nel vero samadhi la mente ha trovato la sorgente: il Sé e dimora in esso fondendosi con esso.

Questo mi disse il mio guru e con la sua grazia divina mise tutto a posto.

Dopo, potevo entrare ed uscire dalla meditazione a piacimento. La ricerca continuava. La meta era il re anche se non sapevo come fare per trovarlo.

Ma il potere del guru e la sua divina grazia mi aiutavano.