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10.09.2011 12:54 Età: 10 yrs
Categoria: Satsang Satyananda-Simone

RICERCA SPIRITUALE


Maestro, cos’è la ricerca spirituale?

Perché se, noi siamo “verità” ci diamo tanto da fare per trovarla?

Illumina la mia mente, ti prego. Conducimi fuori dal buio dell’ignoranza.

“ Fai attenzione, Simone! Chi pone le domande? Chi vuole uscire dal buio dell’ignoranza? La verità,   che tu sei? Non di sicuro… allora chi è.. rispondimi?”

Io Maestro….io faccio le domande, io voglio uscire dal buio dell’ignoranza.

“Bene, mio amato discepolo! Indaga sulla natura di questo “io”. Cerca di scoprire da dove nasce, da dove origina. Chiudi gli occhi e porta la tua attenzione, profondamente, dentro te stesso

Ripeto sempre: ogni qualvolta il senso dell’io, nelle sue varie manifestazioni, ti disturba e ti fa star male, come una spina di pesce conficcata nella gola di un commensale, tu dovrai trovare la forza di andare avanti, con sincerità e passione. Operando, in tal modo ti verrà dato l’aiuto dalla grazie del guru, esterno ed  interno. Questo tuffarsi dentro alla ricerca  della sorgente dell’io ti porterà a trovare la sorgente dell’essere, l’atman, l’anima, l’essere psichico. Allora, tutto apparirà chiaro e quell’io che tanti danni ha causato perverrà alla suprema identità.

L’io e la sorgente…il jva e l’atman…sono identici.

lila.

Dall’anima, entrata in un corpo, si forma, spontaneamente, nei primi mesi di vita “il senso dell’io”, necessario per agire nel piano del relativo.

Il senso dell’io è pienamente consapevole della sua natura divina. E’ uno con l’atman. Dopo a causa dell’inganno di maya (illusione) si identifica con il corpo e con il mondo esterno e dimentico della sua natura divina si afferma come un “io” a se stante. E’ come se, l’onda del mare pensasse di essere separata dal mare. Da questa affermazione dell’io, nasce il mio e la sua relazione con il mondo che lo circonda. L’inganno di maya è potente ed il senso dell’io divenuto ignorante, crede do essere nato, di vivere e morire. Ha paura delle malattie. Ha paura di perdere quello che ha.

Cerca di possedere sempre di più, sempre di più, sempre più.

Cerca la pace, cerca la felicità, cerca l’amore….cerca….cerca…cerca.

Ma, invano, perché tutto ciò che trova non lo soddisferà mai.

Solo quando, dopo tante peregrinazioni, nascite e morti, piaceri e dolori, torna alla sorgente..allora finalmente, pago, accede alla suprema identità con l’atman: il Signore dell’Universo

Satcidananda (esistenza..consapevolezza..beatitudine)”


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