04.07.2011 12:26 Età: 10 yrs
Categoria: Satsang Satyananda-Simone
Autore: Admin

RELAZIONE GURU-DISCEPOLO


Mio Divino Maestro, parlami, ti prego, della relazione tra guru e discepoli.

Cosa avviene in verità? Sono molto confuso e ti prego di illuminarmi al riguardo.

“Mio amato Simone, la relazione tra guru e discepolo è qualcosa di magico, di divino. Il discepolo non può scegliere il guru, né tantomeno, il guru il discepolo. Tutto è già stabilito. Tutto è già scritto nel libro segreto dell’eternità. Guru e discepolo si sono già incontrati in altre vite e continuano, sempre, ad incontrarsi, sino a quando il discepolo non perviene all’illuminazione finale. Allora, guru e discepolo, diventano un’unica coscienza. Quando in questa vita ti ho incontrato, ti ho riconosciuto subito, e ti ho anche detto come mai avevi tardato tanto a venire da me. Tu non hai capito, né d’altronde potevi. Il velo dell’ignoranza oscura completamente il ricordo delle vite passate. Nella vita precedente sono stato, ancora, il tuo Maestro, e vivevamo nell’India del nord ai piedi dell’Himalaya. Tu mi hai servito ed onorato con tutto il tuo cuore e grazie a ciò hai meritato, dopo aver lasciato il corpo , di vivere in uno dei loka, insieme ad altri saggi. In questa mia ultima incarnazione, ti ho chiesto di seguirmi, per servirmi ed aiutarmi nella mia missione sulla Terra. Inoltre, il karma voleva che la nostra relazione di guru e discepolo continuasse anche in questa vita, sino alla tua realizzazione. Così è stato! Io sono nato in India e tu sei nato in Sicilia e ci siamo incontrati per caso, in un angolo di paradiso: la scogliera dei Ciclopi ad Acitrezza.

Guru e discepolo erano, ancora una volta insieme e tu potevi continuare la tua sadhana,  che nella vita precedente si era interrotta bruscamente, quando per salvarmi la vita, eri precipitato in un dirupo, durante il nostro pellegrinaggio al Sacro Kailash.

In questa vita, ti ho colmato di un amore incredibile e tu mi hai servito, come sempre con tutto il cuore, e mi hai ancora, salvato la vita, implorando, per me, l’aiuto di Ananda moy ma, quando stavo per lasciare il corpo durante la nostra permanenza a Kampur, vicino alla Madre Divina. In questa vita, con il mio aiuto, sei arrivato con facilità al Sabikalpa samadhi e poi ti sei fermato, pago di questo importante ma non ultimo traguardo. Poi il viaggio in Tibet.. tu non volevi venire… ma io ti ho convinto perché questo pellegrinaggio al Sacro Kailash era per me e per te di estrema importanza. Tu eri destinato a morire ancora una volta, per salvare il tuo Maestro. E ciò doveva avvenire, ancora, durante il parikrama del Sacro Kailash. Con il mio potere non ho permesso che ciò avvenisse. Ti avevo già detto, durante il viaggio, mentre, durante una sosta guardavamo dalla montagna il lago sottostante “ solo uno di noi tornerà indietro” aggiungendo subito dopo “ti salverò la vita””

Ora è tutto chiaro gurudeva

Mi hai salvato la vita ed hai messo in atto “il capolavoro”della tua dipartita.

“Sì, mio amato Simone

E’ stato un vero capolavoro! “ti ho salvato la vita”

Ho lasciato il corpo in un luogo magico in compagnia del Sacro Manosarovar e del Sacro Kailash.

Inoltre, ti ho dato una forte motivazione perché tu raggiunga al più presto, in questa vita, la meta finale: il nirvikalpa samadhi.

Allora, saremo, sempre insieme, la stessa unica coscienza.

A presto.… Simone…. A presto….”

 

 

 

 


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